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🎬 FUORI ROTTA Ep.02
La newsletter di Travel Film School che ti porta lontano dagli itinerari comuni, per raccontarti storie di solidarietà e progetti umanitari nel mondo.

Ciao 🎬️
Con i nostri migliori auguri per il 2026, arriva anche l’episodio n. 2 di Fuori Rotta, la newsletter della Travel Film School che si allontana dagli itinerari battuti, per raccontare storie di solidarietà e progetti umanitari nel mondo.
Dopo l’accoglienza calorosa del primo episodio, proseguiamo con lo stesso spirito: aprire spiragli su ciò che resta ai margini, raccontare storie che allargano lo sguardo e ridisegnano il modo in cui ci sentiamo parte dello stesso mondo.
Buona lettura…e buon 2026! 🎬 ✨
🌍 In Uganda per raccontare la forza delle donne
Giorno zero. Erano anni che sognavo di venire qui.
L’Uganda è spesso definita la Perla d’Africa per la ricchezza dei suoi paesaggi e per la sua sorprendente biodiversità.
Dalla capitale Kampala, mi aspettano sette ore di auto fino a Gulu, a nord del Paese, dove andrò a documentare uno dei progetti del Comboni Samaritans.
Mentre fuori dal finestrino scorrono scene di vita e natura verdissima, ripenso al materiale che ho ricevuto, alle storie delle donne raccolte nel diario di bordo. Domani andrò ad incontrarle.

Le strade di Gulu, città principale del nord Uganda. Qui ha sede il Comboni Samaritans, NGO che da oltre trent’anni si occupa di supportare le fasce più vulnerabili della popolazione in una delle zone del Paese più martoriate da guerre, crisi sanitarie e umanitarie.
Giorno 1. Janet aveva dieci anni quando è stata rapita dai ribelli dell’LRA.
Oggi ne ha quaranta e, sorridendo, mi chiede di seguirla mentre cammina fiera per le strade del suo piccolo villaggio.
Io con la macchina fotografica in mano, lei con la tanica d’acqua sotto braccio e un vestito a fiori, quello delle grandi occasioni. Oggi è il giorno speciale che arriva ogni mese, quando incontra le altre donne sopravvissute. È il momento in cui si sente accolta e parte di una comunità.

Alcune donne riunite in cerchio durante gli incontri mensili del progetto. Questi momenti offrono uno spazio sicuro per condividere esperienze, rafforzare legami e ricostruire una comunità solida e attiva.
La guerra della Lord’s Resistance Army (LRA) ha lasciato ferite profonde e invisibili, soprattutto perché fin da subito si è accanita contro la popolazione civile. Per due decenni, dalla fine degli anni ’80 al 2007, sono state decine di migliaia le bambine rapite e ridotte in schiavitù sessuale, costrette a crescere figli avuti dai ribelli e a sopravvivere nella foresta sotto la minaccia costante delle battaglie.
Mentre camminiamo, inizio a scorgere i tetti a cupola delle tipiche case in terra cruda che gli acholi – la popolazione locale – chiamano ‘ot’. Sono cinque, su un piccolo lembo di terra rossa dove giocano alcuni bambini.
Janet si ferma, guarda a terra e, con un filo di voce, mi racconta di aver aspettato che i figli fossero abbastanza grandi da riuscire a correre, prima di provare a scappare dai ribelli. Quando è riuscita a tornare a casa, però, la sua comunità non l’ha accolta: era considerata impura, pericolosa, governata da spiriti maligni.
È stato un rifiuto doloroso, più tagliente delle cicatrici lasciate dalla guerra sulla pelle. È rimasta senza nulla, con i figli da sfamare.

Alcuni bambini, nipoti delle sopravvissute, giocano in uno dei villaggi rurali sostenuti dal progetto. Il passato diventa trauma intergenerazionale, alimentato dallo stigma sociale che limita le opportunità anche per le generazioni successive.
Fa una piccola pausa. Non mi muovo, serve tempo per rimettere quel ricordo doloroso in qualche cassetto del cuore.
Poi alza lo sguardo, che è tornato deciso. S’illumina. Mi dice che è stata una donna come lei, un giorno, a parlarle di un progetto speciale, in cui era stata aiutata e ascoltata senza giudizio. Allora anche lei era corsa a bussare a quella porta. Da quel momento, è rinata.
Oggi lavora al mercato: con i guadagni paga l’affitto e la scuola per i figli più piccoli.
“Quando arrivo e apro il mio banco, mi sento un’altra.
Lì non sono una delle sopravvissute: sono semplicemente una donna
che ha un’attività al mercato. Mi sento di nuovo viva.
Questo lavoro mi rende forte, indipendente, utile per i miei figli.”

Janet lavora al mercato. Il progetto le ha fornito formazione, sostegno economico e supervisione continua, accompagnandola nello sviluppo dell’attività fino a renderla stabile.
Janet mi mostra con fierezza la sua piccola casa, invasa dal fumo del fuoco a legna. Prepara il pranzo.
Poco dopo, usciamo dalla piccola porta e raggiungiamo le altre donne. Cantano spesso insieme e non mi sorprende. Non capisco le parole, ma mi arriva chiaro il messaggio di chi è stata messa a tacere troppo a lungo e ora ha finalmente trovato un coro di voci capace di amplificare la propria.

Alcune donne coinvolte nel progetto cantano e ballano insieme. Durante le giornate d’incontro, le attività di sostegno psicoeducativo hanno anche l’obiettivo di aiutare le donne ad acquisire una maggiore fiducia in sé stesse e nel futuro.
Il progetto del Comboni Samaritans e Insieme per Mano Onlus
Quella di Janet è solo una delle 500 storie di rinascita rese possibili dal progetto sostenuto da Insieme per Mano Onlus e portato avanti sul campo dal Comboni Samaritans di Gulu.
L’iniziativa aiuta economicamente ognuna di loro ad intraprendere una piccola attività per acquisire indipendenza economica, supporta la formazione dei figli e offre sostegno psicologico ed educativo, creando una comunità in cui il trauma condiviso si trasforma in solidarietà e supporto reciproco.
Il progetto copre un territorio vasto, dalla città di Gulu ai villaggi remoti.
Lucy, principale operatrice sul campo, è una delle donne sopravvissute ed è un punto di riferimento per tutte: il simbolo di questa rinascita.

Lucy, operatrice del progetto, tiene una lezione di sartoria. La missione supporta anche la formazione professionale delle donne e dei loro figli.
I numeri e le attività del progetto
500 donne supportate in 10 anni di attività
17 gruppi di riferimento attivi sul territorio
Aiuto economico e formazione per l’avvio e lo sviluppo di micro-business
Sostegno psicosociale e comunitario costante
Formazione professionale per i figli
Supporto sanitario in situazioni di emergenza
Cosa puoi fare tu
Nel 2026 la missione intende coinvolgere altre 50 donne e i loro figli.
Dietro ogni voce ritrovata, c’è chi, da lontano, ha scelto di credere in loro. Ogni aiuto ha cambiato un destino che sembrava ormai segnato.
Si stima che siano decine di migliaia le bambine vittime dei rapimenti da parte dell’LRA. C’è ancora molto da fare.
Se vuoi contribuire anche tu alle attività del 2026, puoi farlo tramite questa raccolta fondi diretta.
Se vuoi saperne di più sul progetto o contattare l’associazione, puoi consultare il sito web di Insieme per Mano Onlus e seguire la pagina Instagram.
…Parlando di futuro.
Giorno 10. Quando ho lasciato la missione, mi sentivo forte e incredula di fronte a tutta l’energia e alla voglia di vivere trasmessa da queste donne. Ero venuta a conoscere le loro storie, ma in realtà abbiamo parlato poco di passato e molto di futuro. È questa la parte della storia che loro vogliono ancora scrivere.

Chi scrive - Giada Antonini Cencicchio
Da anni sono impegnata in missioni umanitarie in diverse parti del mondo. Nelle associazioni che ho visitato e con cui ho collaborato, ho coordinato progetti legati all’educazione, alla comunicazione, alla sostenibilità ambientale e all’empowerment femminile, lavorando sul campo tra Asia e Africa.
Ogni mese vi racconterò la storia di un’umanità che troppo spesso rimane inascoltata, ma che, grazie all’aiuto di chi opera in contesti difficili, può guardare al futuro con occhi nuovi.

Se hai storie come questa da segnalarci, scrivici! Siamo sempre alla ricerca di nuovi racconti di viaggio e di progetti che lasciano il segno, da condividere con la nostra community.
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Alla prossima!
Ludovico e la squadra della Travel Film School 🎬

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